È ormai quasi centenaria la storia del rifugio Calvi della sezione del CAI di Sappada. Collocato tra il Monte Peralba e il Monte Chiadenis, il rifugio Pier Fortunato Calvi è uno dei punti di appoggio più rinomati ed essenziali per tantissimi escursionisti decisi ad avventurarsi tra le Alpi che incorniciano il fiume Piave.

Il rifugio mette a disposizione di turisti e appassionati della montagna 50 posti letto, a cui si aggiungono i servizi, le docce e l’ottimo ristorante. Proprio la cucina, gestita come l’intero rifugio da oltre 40 anni dalle famiglie Galler e Pachner, è uno dei grandi vanti del Pier Fortunato Calvi. I piatti della tradizione sappadina si abbinano a ricette classiche e curiose, che lasciano ogni volta sazi e felici migliaia di visitatori dopo un pasto in compagnia al rifugio.

L’ambiente interno tradizionale e quasi magico, l’atmosfera incredibile che si percepisce già sui sentieri circostanti e il panorama davvero spettacolare che regala la conca su cui il rifugio Calvi è situato, sono le caratteristiche uniche di una realtà ormai divenuta simbolo delle Alpi di Sappada.

La Storia del Rifugio

La lunga vita del rifugio Pier Fortunato Calvi inizia il 26 settembre del 1926. Quel giorno il rifugio venne inaugurato e destinato di lì a poco alla Guardia di Finanza.

Gli anni complicati della Seconda Guerra Mondiale non hanno interrotto una vicenda che ha portato prima alla ristrutturazione del 1954 e poi alla gestione affidata al CAI di Sappada l’anno successivo. Proprio le due famiglie sappadine citate, Galler e Pachner, hanno preso in mano il rifugio Calvi dal 1970, conducendolo al successo e facendone innamorare negli anni migliaia di visitatori.

Episodio storico e al contempo molto particolare è stata senza alcun dubbio la visita nel luglio del 1988 di papa Giovanni Paolo II. Ha fatto il giro dei giornali la fortunata immagine del pontefice che di ritorno dalla salita al Monte Peralba, sulla via che poi gli fu dedicata, si fermò a dialogare con Giulio Galler e la sua famiglia davanti ad una tazza di tè. Una preghiera nella Cappella del rifugio anticipò il ritorno a Lorenzago di Cadore dove Giovanni Paolo II trascorreva quell’anno la sua estate.

Le Attività e gli Itinerari

La magnifica posizione del rifugio Calvi e le bellissime Alpi circostanti offrono infinite possibilità agli amanti di escursioni e attività naturali.

Sicuramente, tra i più rinomati percorsi alpini dell’intera area spicca la Traversata Carnica. Questo itinerario, scisso in otto tappe tutte della durata media di 4-5 ore di cammino, si snoda lungo la catena delle Alpi Orientali che passano in Alto Adige, Austria, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La bellezza mozzafiato degli scorci unici che il sentiero offre in numerosi punti panoramici è uno dei motivi che convince ogni anno tantissimi appassionati a cimentarsi con questo itinerario di montagna.

Grande protagonista delle zone circostanti il rifugio Calvi è stata anche la Prima Guerra Mondiale. Su questi monti si sono combattute tante decisive battaglie e il ricordo è ancora vivido nel sentiero storico costruito tra il 1915 e il 1918, e scavato direttamente all’interno della roccia alpina. Un percorso molto complesso e adatto ad escursionisti esperti che collega il Fortino di Casera Vecchia con l’area del rifugio Calvi.

Lungo i sentieri si possono incontrare tante testimonianze della Grande Guerra: dai fortini alle gallerie, passando per fortificazioni varie. Sono poi tantissimi i tracciati selezionati per escursioni, ascensioni e arrampicate che la zona offre nei pressi del rifugio. La difficoltà di molti di questi percorsi dotati di ferrate e pendenze anche di un certo grado di complessità presuppongono il sostegno e la presenza di esperte guide iscritte al Collegio Nazionale delle Guide Alpine.

Il Ristorante del Rifugio Calvi

Fiore all’occhiello del rifugio Calvi è certamente l’ormai mitico ristorante. Tanti turisti e visitatori negli anni hanno avuto modo di apprezzare una cucina semplice e ricca di tradizione. Polenta, carni succulente e vini densi e corposi deliziano ancora oggi il palato degli appassionati che fanno tappa al Calvi.

L’atmosfera magnifica della stufa a legna e gli aromi inconfondibili dei dolci del rifugio completano un quadro davvero indimenticabile. Le grappe locali realizzate con un mix speciale di erbe e sapori delle montagne chiudono in bellezza ogni pasto al rifugio.

Come raggiungere il Fortunato Calvi

Tante strade e numerosi sentieri conducono in modo agevole al rifugio Calvi. Da Cima Sappada è possibile completare un sentiero di circa un’ora dopo aver lasciato l‘auto nel parcheggio presente al bivio del fiume Piave.

I sentieri del Piave e quelli della Grande Guerra rappresentano alternative valide e anche ben attrezzate per arrivare fino al Calvi in qualche ora. Alcuni sentieri leggermente più lunghi ma ugualmente panoramici partono invece da Pierabech, dalla Val Visdende e perfino dall’Austria.