Golfo dei Poeti: dove si trova, quali località comprende e perché porta questo nome
Il Golfo dei Poeti è il grande arco di mare della Liguria orientale che abbraccia La Spezia e si distende tra Portovenere e Lerici. Quando si parla di quest’area, di solito non si indica un confine amministrativo preciso, ma un tratto di costa riconoscibile per paesaggio, storia e immaginario: borghi affacciati sull’acqua, colline a picco sul mare, insenature riparate e un rapporto stretto con la letteratura.
Il nome nasce proprio da qui. Quel golfo è stato legato nel tempo alla presenza e al passaggio di autori e viaggiatori che vi trovarono ispirazione, al punto che l’espressione “Golfo dei Poeti” è diventata più celebre del toponimo geografico. Oggi resta una definizione culturale prima ancora che turistica: non indica solo un posto sulla mappa, ma un’atmosfera.
Cosa tratteremo
Quali località rientrano nel Golfo dei Poeti
In senso più immediato, il Golfo dei Poeti coincide con l’ampia insenatura ligure che ha al centro la città della Spezia e si chiude tra i promontori di Portovenere, sul lato occidentale, e Lerici, su quello orientale. È questa la cornice di base da cui partire se si vuole capire cosa comprende davvero.
Dentro questa area rientrano quasi sempre La Spezia, Portovenere e Lerici, che sono i tre riferimenti più noti. Attorno a loro si riconoscono anche borghi e frazioni molto legati alla vita del golfo, come San Terenzo, Tellaro, Fiascherino, Le Grazie o Fezzano. Non esiste però una lista unica e definitiva valida in ogni contesto: non è un confine amministrativo, ma una definizione geografica e culturale. Per questo, a seconda delle guide, degli itinerari o dell’uso locale, il perimetro può allargarsi o restringersi un po’.
Per chi lo visita per la prima volta, la cosa più utile è immaginare il golfo come un anfiteatro naturale. Da una parte ci sono i paesi marini del comune di Lerici, con spiagge, calette e passeggiate sul lungomare. Dall’altra c’è Portovenere, con il suo profilo verticale, le case addossate una all’altra e l’apertura verso il mare aperto. In mezzo, La Spezia ha un volto più urbano e portuale, ma resta il centro naturale dei collegamenti e della vita quotidiana del golfo.
Questa distinzione aiuta anche a evitare un equivoco piuttosto comune: il Golfo dei Poeti non coincide con le Cinque Terre, anche se si trova nello stesso tratto di Liguria e spesso viene associato agli stessi viaggi. Sono aree vicine, con paesaggi in dialogo, ma hanno identità diverse. Il golfo è più raccolto, più “interno”, con una relazione continua tra città, borghi, approdi e promontori.
Perché si chiama così: il legame con scrittori e paesaggio
Il nome Golfo dei Poeti si è imposto perché questo tratto di costa, tra Ottocento e primo Novecento, è stato percepito come un luogo capace di accendere immaginazione e scrittura. La luce, il mare protetto ma mai fermo, le scogliere, le case sospese e quel senso di bellezza un po’ appartata hanno alimentato un racconto che va oltre la geografia.
Fra i nomi più spesso associati al golfo compaiono Percy Bysshe Shelley e Lord Byron, che soggiornarono in questa parte della costa ligure. Anche Mary Shelley è legata a questo scenario. La presenza di questi autori ha lasciato un’impronta molto forte nella memoria del luogo, tanto da rendere quasi naturale l’associazione tra il golfo e la poesia romantica. Più che una semplice etichetta turistica, il nome racconta una stagione culturale in cui il paesaggio veniva vissuto come esperienza emotiva, intima, persino drammatica.
L’origine precisa dell’espressione viene spesso attribuita, in modo non sempre unanime, a una formula letteraria diffusa nel tempo e legata alla fortuna del luogo presso intellettuali e artisti. Al lettore, in fondo, interessa soprattutto questo: il nome non nasce da una caratteristica amministrativa o da un’antica denominazione ufficiale, ma da uno sguardo. È il modo in cui il golfo è stato percepito e narrato a trasformarlo in qualcosa di più di una semplice baia ligure.
Ed è qui che il titolo “dei Poeti” trova senso ancora oggi. Non perché ogni angolo abbia una targa letteraria o un’aura da museo a cielo aperto, ma perché il paesaggio conserva una forte capacità evocativa. Chi arriva a Portovenere al tramonto o guarda il golfo da una strada panoramica sopra Lerici capisce subito perché questo nome abbia attecchito così bene.
Un tratto di costa da leggere anche oltre la cartolina
Visitare il Golfo dei Poeti vuol dire entrare in una Liguria che non si esaurisce nella foto da belvedere. C’è il mare, certo, ma anche una trama di spostamenti brevi, approdi, sentieri, scorci urbani e paesi che cambiano molto nel raggio di pochi chilometri. Lerici ha un ritmo diverso da Portovenere; Tellaro ha un carattere più raccolto; La Spezia offre servizi, stazione, porto e un contatto più diretto con la vita locale.
Per questo, se si vuole capire davvero cosa comprende il golfo, conviene guardarlo sia dalla riva sia dall’acqua. Dal battello o da una barca si colgono meglio la forma dell’insenatura, il rapporto tra i promontori e la disposizione dei borghi. Da terra, invece, emergono le differenze: lungomari, castelli, carruggi, terrazze sul mare, piazze piccole che d’estate si riempiono e d’inverno tornano quasi silenziose.
Anche dal punto di vista pratico, sapere come è composto il Golfo dei Poeti aiuta a organizzare meglio una visita o persino a capire dove fermarsi qualche giorno. Chi cerca un’atmosfera da borgo sul mare tende a preferire Portovenere o Tellaro. Chi vuole avere più collegamenti e un appoggio comodo sceglie spesso La Spezia. Chi ama alternare spiagge, passeggiate e panorama guarda verso Lerici e le sue frazioni.
Alla fine, il fascino del golfo sta proprio in questa varietà. È un luogo che si lascia raccontare con un nome poetico, ma resta concreto: una baia viva, abitata, attraversata da turisti e residenti, dove la bellezza non sta in un solo punto ma nel dialogo continuo tra paesi, mare e colline.




