Conosciuta in passato come Bisanzio e Costantinopoli, Istanbul, affacciata sullo Stretto del Bosforo, conserva oggi l’intensa e lunga storia dei suoi luoghi: è la città turca che unisce due anime, orientale e occidentale, e che regala scorci davvero indimenticabili.

Il quartiere di Sultanahmet

Il quartiere di Sultanahmet è quello che racchiude alcune delle tante bellezze di Istanbul: dichiarato patrimonio dell’UNESCO, vede la presenza di edifici che caratterizzano lo skyline di Istanbul, godibile durante una romantica e indimenticabile crociera sul Bosforo.

Tra questi monumenti spicca l’Aya Sofya; si tratta di una meravigliosa costruzione voluta da Giustiniano e realizzata tra il 532 ed il 537, nacque come basilica per poi diventare moschea con gli ottomani fino a trasformarsi in museo con Ataturk.

Se all’esterno colpisce la maestosa cupola ricoperta di mosaici, l’interno stupisce per il tripudio di marmi policromi, pietre preziose, mosaici bizantini e cristiani: questi ultimi, raffiguranti la Vergine, il Cristo, i santi e gli imperatori, e stupiscono il visitatore per la loro composizione con tessere dorate che, colpite dalla luce delle finestre, sprigionano una luce quasi celestiale. Tra l’altro, alcune colonne presenti all’interno provengono niente meno che dal tempio di Atena in Egitto e da quello di Diana da Efeso.

Ben visibili sono poi i segni islamici nell’edificio, dal minbar ai minareti fino ai medaglioni che riportano i nomi di Maometto, Allah e due califfi.

Davanti ad Aya Sofya si erge un’altra meraviglia di Istanbul: si tratta della Moschea Blu, esempio illustre di arte ottomana, con i sei alti minareti e la grande cupola centrale attorniata da altre semi-cupole minori. Il suo nome è ben presto spiegato dalle migliaia di ceramiche iznik di ogni sfumatura di blu, che ricoprono gli interni e sono illuminate suggestivamente da più di 260 finestre.

La moschea blu custodisce all’interno quello che è considerato un frammento della pietra nera sacra chiamata kaaba e che si trova in massima parte a La Mecca.

Il sontuoso Palazzo del Sultano

Non lontano da Aya Sofya sorge il luogo dal quale è stato gestito per quattro secoli il potere ottomano: il palazzo Topkapi, talmente immenso che servirebbe una giornata intera per visitarlo.

Imperdibili sono i giardini e l’Harem a cui avevano accesso solamente la moglie, le concubine e i figli del sultano. Come perdersi poi la sala dedicata al tesoro imperiale; tra le ceramiche cinesi e le preziose stoffe ottomane, spicca lo sbalorditivo diamante kasicki da 86 carati.

Chi è appassionato di preziosi reperti, ha la possibilità di visitare il vicino Museo di Archeologia dove si ha l’opportunità di ammirare una ricchissima collezione di ceramiche e piastrelle, il Trattato di Pace di Kadesh – il più antico atto di diplomazia al mondo- e il sarcofago di Alessandro Magno.

Rimanendo nei paraggi dell’antica chiesa di Santa Sofia, sorge uno dei luoghi più magici di Istanbul, nascosto come una gemma: la Cisterna Basilica, nata con Giustiniano nel 532 d.C. come deposito delle acque.

Scendendo le scale si entra in un ambiente oscuro, illuminato solo dalla fioca luce delle torce: sul pavimento d’acqua si specchiano 336 colonne e la grande stanza è attraversabile attraverso passerelle in legno che portano fino al cospetto di due teste di Medusa, il cui significato è oscuro visto che una è posizionata a 90° e l’altra è rovesciata.

Il quartiere del Gran Bazar

Riconduce all’anima europea invece la Torre di Galata, sita nell’omonimo quartiere nato nel’400 per opera di veneziani e genovesi. Proprio questi ultimi hanno eretto nel 1348, a scopo difensivo, la bella Torre Galata, altrimenti nota come Torre di Cristo. Questa possente struttura dal tetto conico fu destinata a prigione con gli ottomani, per poi servire per scorgere preventivamente incendi in città.

Oggi chiunque può salire in cima dove, oltre ad una discoteca ed un ristorante, si trova una terrazza panoramica dalla quale si può godere di una vista a 360° sull’intera città. Oltrepassato il Ponte di Galata, che supera il Corno d’Oro, si può raggiungere il quartiere di Gran Bazar dove si erge la bella Moschea di Solimano dalla maestosa cupola e dai 4 minareti.

La zona si identifica principalmente con il Gran Bazar, dove si respira davvero l’anima più orientale della città: si tratta di un mercato coperto esteso su 30.000 mq e al quale si accede attraverso ben 17 portali; si entra in un mondo a parte fatto di colori, profumi, decoratissime ceramiche, gioielli e tappeti. Chi è interessato ai libri può dirigersi verso il bazar Sahaflar Carsisi, invece gli amanti delle spezie non possono perdersi invece il Misir Carsisi, all’interno del quale si trovano dolciumi artigianali, frutta secca, spezie, elisir d’amore ma soprattutto il famoso Jasmina tè, un bocciolo che a contatto con l’acqua bollente sboccia in un fiore.

Se c’è un’altra cosa che riporta la mente il vero Oriente e che può essere la degna conclusione di un viaggio ad Istanbul sono gli Hammam, tra i quali spicca il Çemberlitaş Hamamı risalente al 1584: chi vi entra parteciperà ad una vera e propria esperienza sensoriale fatta di massaggi con oli profumati, scrub e bagni di vapore che aiutano a rigenerare il corpo ma soprattutto la mente.

Marcello Del Rosso
Laureato in Scienze della Comunicazione, classe 1980, sono un copywriter freelance e un instancabile viaggiatore che sprizza entusiasmo da tutti i pori. Da Settembre 2018 sono Capo Redattore su AmicoTravel.it .